C'è un bar, vicino a casa, che si chiama "Dai fermati". Cambia accento quando entri e ti fermi: diventa ovviamente "Dai fermàti".
C'è quel fiore, le scarpettedellamadonna, che si chiama "nontiscordardime". Chi l'ha battezzato, ha impresso il suo volto ignoto su quello del fiorellino. Così, anche oggi, tutti si ricordano di colui che è stato dimenticato da tutti ormai.
C'è un muro, visto oggi per strada, con su scritto "perdonami". Ti perdono, muro.
San Martino
Dove c’è “una” cosa e due che vogliono quell’unica cosa, le possibilità non sono molte. O si moltiplica, o si divide, oppure uno dei due resta senza. Moltiplicare spetta all’alchimia dei miracoli, oppure alla saggezza della semina. Dividere spetta alla pietà degli ultimi e alla giustizia matematica. Stare senza spetta talvolta alla rinuncia del superfluo o al sacrificio sapiente, in altri casi alla gara perduta, all’imbroglio subito, alla sottomissione.
Dove c’è concorrenza di due per “una” cosa, lì ricomincia a torcersi su sé stesso il destino dell’umano. La guerra, la violenza perpetrata non è altro che la Gara Suprema, senza limiti e senza remore. Il fantasma di ogni gara conduce lì: ci si gioca la vita per qualche cosa. E non c’è mai guerra e violenza senza imbroglio: perché il rischio sia poco, o nullo e la vittoria già vinta.
Ogni competizione incorona sempre degli esclusi. E più la posta è alta più i colpi sono bassi, e si avvicinano agli inferi.
Ma l’umano sembra correre come il vento solo quando è inseguito. Salta lontano o spinge allo stremo solo quando è sospinto sull’orlo. Senza gara si annoia. Il suo lavoro si trasforma in ozio, trastullo distratto e abitudine pingue. Senza coltello alla gola, cos’è l’uomo? Che fa
Alzare la posta, poi, questo è il gioco dei pochi. Quando il gioco si fa duro, gli esclusi di ieri hanno già perso.
Verità
Dal punto di vista di dio, è più vera la gioia o la malinconia?
Se è più vera la gioia, ai malinconici dire che vivono in falsità.
Se è più vera la malinconia, dire ai gioiosi che sono dei fanatici dell’illusione.
Se non è “più” vera nessuna delle due (oppure se entrambe sono “più” vere), occorre capire rispetto a cos’altro sta quel più e, in definitiva, che faccia ci tocca fare per essere “più” veri.
Se nessuna delle due è vera: ma che cos’è la vita dell’uomo, dio?
Se entrambe sono vere: sei troppo umano dio, per essere dio.