Pete & Kantrop

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martedì, 25 luglio 2006

BAI BAI


Me ne vado di qua (http://postonumerouno.wordpress.com), quo e qui. Finchè dura.

postato da: egovirtuale alle ore 22:39 | link | commenti (4)
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venerdì, 21 luglio 2006

ULTIMI RIGURGITI


Parlare del più e del meno. Ecco cosa irrita particolarmente le moltiplicazioni.

postato da: egovirtuale alle ore 15:32 | link | commenti
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venerdì, 14 luglio 2006

Il catalogo era (grossomodo) questo


1, 2, 3, 4, 5, il resto (cancellato) - quando splinder era punto it -, forse, con la waybackmachine .

postato da: egovirtuale alle ore 11:13 | link | commenti
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lunedì, 10 luglio 2006

POST SCRIPTUM


Pete & Kantrop dopo tre anni e mezzo di minchiate finisce qui (quo e qua erano già finiti).

postato da: egovirtuale alle ore 17:09 | link | commenti (10)
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sabato, 08 luglio 2006

E' venuto il  momento dei sacrifici. Cominciamo da padoaschioppo.
postato da: egovirtuale alle ore 13:38 | link | commenti (2)
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venerdì, 07 luglio 2006

- Predìca bene.
- Razzo là: male.

postato da: egovirtuale alle ore 16:36 | link | commenti
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Le tue parole escono dalla bocca cercano le mie uscite dalla mia e non si incontrano né annodano tra loro e come foglie secche incenerite cascano per terra in attesa che una scopa le riponga nel regno della polvere e delle briciole tesoro segreto di formiche uscite dall'assemblea del venerdì.
postato da: egovirtuale alle ore 16:20 | link | commenti
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Tajatabari.
postato da: egovirtuale alle ore 16:17 | link | commenti
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giovedì, 06 luglio 2006

Ara-che. Ara-che. "Guarda che", balbettava. Ara-che. Ma quel che doveva seguire, inciampava nel balbettio. Forse. Oppure era il balbettio che inciampava su di sé, per nascondere il segreto disaccadere delle sorprese dell'amomenti.

postato da: egovirtuale alle ore 21:51 | link | commenti (1)
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SERPENTI


Ma l'uomo sta dentro la pelle o fuori? O dentro e fuori? E  se l'uomo sta dentro e fuori, la pelle che razza di confine è?

postato da: egovirtuale alle ore 21:44 | link | commenti
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mercoledì, 05 luglio 2006

Le persone accettano i cambiamenti solo se ciò evita loro di dover cambiare.

 

Rispetto al “cambiamento”, la domanda che mi pongo è: perché e come una persona può essere motivata ad un cambiamento del proprio comportamento abituale? A quali condizioni una persona arriva a modificare un proprio comportamento?

 

Una risposta potrebbe essere questa:

Perché una persona cambi comportamento occorre,


  1. che il nuovo comportamento sia effettivamente agibile

  2. che al nuovo comportamento siano associabili dei benefici o privilegi

  3. che il cambiamento permetta di mantenere inalterati il resto della propria condotta ed i benefici/privilegi conseguenti, ad essa attribuiti


 

queste condizioni hanno a che fare con la dimensione della “libertà”, della possibilità di scelta. Ve ne sono altre, che hanno a che fare invece con la dimensione della costrizione o della mancanza/scarsità di scelta:

 

Perché una persona cambi comportamento occorre,


  1. che, nel contesto di azione, siano difficilmente agibili comportamenti diversi da quello atteso

  2. che il mantenere il vecchio comportamento dia luogo a delle perdite o a sanzioni

  3. che il mantenere il vecchio comportamento, abbia come conseguenza una alterazione del resto della propria condotta abituale nonché la perdita dei benefici/privilegi ad essa attribuiti.


 

Lo spazio che intercorre tra la dimensione della possibilità di scelta e quella della scarsità di scelta è abitato dai processi di influenzamento al cambiamento, che vanno dalla autodeterminazione, alla coercizione, passando per la negoziazione/persuasione.

 

Ciò che mi pare interessante è il fatto che il cambiamento dei comportamenti non sia un affatto un esito “naturale”, immediato o lineare.
postato da: egovirtuale alle ore 17:57 | link | commenti
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sabato, 01 luglio 2006

L'animale umano attacca sempre quando si sente attaccato. Preciso: quando "si sente", e non necessariamente quando "lo è". In ogni caso la questione è che - civilizzato o meno - agisce come una vecchia belva.


"Velenà", nel mio dialetto è ben diverso da "invelenà". Nel primo caso si tratta di normale avvelenamento dell'organismo. Nel secondo invece si ha a che fare con una reazione che rende simile bestie incattivite: sono i fatti della vita, i comportamenti delle persone a renderti "invelenà". La bile diventa nera e gli occhi rosso fuoco maledicono gli dei.


I farmaci verranno venduti anche nei supermercati. Speriamo che adesso il governo  risolva pure quell'annoso problema delle armerie chiuse per turno.

postato da: egovirtuale alle ore 17:52 | link | commenti (5)
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