
parenti
berlusconi ha i capelli disegnati con il lucido da scarpe e i pennarelli
il brutto del fare i biscotti utilizzando come formine i mattoncini lego è che i mattoncini colano e poi i biscottini non si vogliono nemmeno staccare
capisci che non sei proprio da buttare quando qualcuno ti raccoglie dal bidone della spazzatura
Il bello degli anziani che fanno parkour è che
Il 6 maggio 2007 dalle 15.00 alle 15.30 non capivo le mie battute.
Quello che mi piace del mondo è che ti viene a domicilio.
Era una donna speciale come un inserto di famiglia cristiana nell'anno del giubileo.
A F.L., il 49esimo beatle.
Dice che mi ama perché sono diverso dagli altri. Il problema è quanti sarebbero questi altri.
Su facebook c'è vita. Forse anche sotto.
Ogni animale che si rispetti ha la sua febbre causata da un virus che ha fatto un salto biologico. Come la febbre del presidente e la febbre del caprimulgo, ad esempio.
Su "Riga in parte la rivista dei pettinati", intervista esclusiva al pettine di franceschini.
Untipo incontra Untale e gli dice "ciao Untale, come va", quello gli risponde "meglio, Untipo. Da ieri ho cambiato nome. Ora mi chiamo Gianni Federico Umberto. Gianfedum, per gli amici. Non so se mettermi anche un cognome. Ci sto pensando.". "Ah", dice Untipo. "Senti Gianfedum, sono settimane che ci penso anche io, che vorrei avere un nome decente insomma tu hai capito e pure hai avuto coraggio non è che mi manchi il coraggio di cambiare nome intendo solo che solo che solo che..". "Solo che cosa?" gli chiede Untale, altrimenti detto Gianfedum. "Solo che non saprei che nome mettermi, tu che mi cosigli, Untale oopps Gianfedum?". "Ummmh", bofonchia il Gianfedum, "potresti farti chiamare..., io direi..., non so... ti vedo bene con Prisco oppure Samanto, o anche Sandrone." "Dici?", fa Untipo. "Dico dico.", risponde Gianfedum. "Allora sai che ti dico, Gianfedumino? Mi chiamerò Sandrone Prisco Liz detto Samanto. Piace?". "Uauau. Sandrone Prisco Liz detto Samanto: suona più che bene, Untipo!". "Si", ribatte Untipo detto altrimenti Sandrone eccetera. "Però gli amici mi chiamavano Sapril detto Samant. Tu chiamami così". "Fichissimo", dice Gianfedum. "Ti manca solo il cognome, ora, Sabril!". "Hey, Sapril, non Sabril. Cazzo, mi storpi già il nome, cazzo. Ummmh, un cognome, ummmh." Untipo detto Sabril ooops Sapril detto Samanto, e Untale detto Gianfedum, pensano in silenzio. Arriva Untaldeitali. "Ciao belli! Come va la vitaccia Untipo? Come va la vitaccia Untale?". "Eh, no!" rispondono in coro Sandrone Prisco Liz detto Samanto e l'amico suo Gianni Federico Umberto, "chiamaci Sandrone Prisco Liz detto Samanto e Gianni Federico Umberto, ma se vuoi, tu, puoi anche chiamarci Sabril ooops Sapril detto Samant e Gianfedum". "Uh? Ma che vi siete fumati? Ma che nomi del cazzo sarebbero Sandrone Priscoli detto Amianto e Gianni Feder Cumberto Sabrillops Saprildetto Sam Anteggianfe Dumdum??". "Untaldeitali, non hai capito tu un cazzo! Essi sono i nostri nuovi nomi e tu li hai già storpiati di brutto". "Nomi nuovi?", fa Untaldeitali, "Ma cos'è sta mania?" [continua]
conto i giorni (l'oggi) e fa innumerevolmente (sempre) uno
quello che rimane è ciò che verrà perduto
mi autosospendo per 6 volte

Escreto Omnibu
s
"La Zona" è "Fuga da New York" al rovescio
nel ventitreesimo secolo, col progressivo restringimento della sfera terrestre, imparammo a vivere in ondeggiante equilibrio su improbabili e gigantesche piramidi umane ma, pure, a cacare, pisciare e sputare con inesorabile regolarità, in testa a quelli che, loro malgrado, ci stavano sotto
la memoria del passato e il sogno del futuro non sono ne passato ne futuro. il passato non è memoria, il futuro non è sogno. è il presente ad essere inesorabilmente memoria e sogno, smarrimento e misura
COME I CANI CHE
come i cani che
abbaiano mentre taccompagnano alla fine della rete e del muretto come se
avessero da dimostrare che potevi essere un ladro o unassassino e che - tanto bravi sono (il cane) -, tanticipavano, tintimorivano, ti facevano vedere i muscoli le zanne le gengive per farti levare le gambe.
sì, come i cani, siamo
al punto che parliamo prima che laltro possa aprire la mandibola e proferire ba o bo o be
al punto che attacchiamo con la mossa con i paletti tuttintorno prima che laltro ce lo metta nel culo il paletto o qualsivoglia cosa non voluta
al punto che siamo spinti a dire del mondo prima chelmondo possa dirsi
al punto che ci viene luzzo di fare prima che si capisca cosa
al punto che ci vien da dire no prima che
come i cani che ringhiano
che poi è vero
se non stai attento il paletto te lo ficcano ti svuotano il banco mat ti fregano lanima ti fan firmare in bianco la tua condanna la tua maledizione la tua
che nemmeno i cani sono come gli umani che son bestie senza umanità
che però
potessimo stare e prendere il mondo così come viene senza dire alcunché
cominciare da lì, da dove appare nella sua semplice sosta, la cosa, nuda disé e vestita di meteoritico mistero immune al quid
potessimo (sapessimo) stare zitti e partire da dove cominciano le cose che si finiscono nel tendersi a un tu a un me a un boh
sapessimo non sapere e potessimo poterlo
una partita a ding dong (altrimenti detto tennis-favolo)?
io se fossi uno scrittore scriverei dentro ai muri
di te mi piace il candore cupo
quando il lato latita, il quadrato va a puttane
rosa pervinca. verde perperda
ad un certo punto le stelle presero a chiedersi dove fosse finito l'uomo che guardava le stelle
phil spector, sally spectra
ANFAMI
La faccenda del premier che comunica al Tg la volontà di mettere a disposizione alcune delle sue case per ospitare i terremotati o la sparata dei senatori, a cominciare da schifani, che si impegnerebbero ciascuno a versare mille euro per sostenere i costi della tragedia, mostrano ancora una volta il fondo che è stato raggiunto.
Un presidente del consiglio che offre una soluzione personale ad un problema di governo, in virtù della disuguaglianza che scorre tra lui e la maggior parte delle famiglie italiane (che faticano a tenersi la casa in cui vivono), dimostra già in questo il fallimento funzionale del proprio ruolo di governo oltre che una "apparentemente confusa" idea del governare. Dico "confusa" perché mescola il privato col pubblico, e dico "apparentemente" perché – lungi dall’essere il risultato di un atteggiamento compassionevole o di una psichedelica ignoranza – è piuttosto il segno di una volontà politica tanto precisa quanto infame: quella di barattare la responsabilità civile di cui è garante lo stato, con la libera solidarietà, della quale è garante il portafoglio ed in egual misura la pietà o il tornaconto. Come se il diritto fosse il risultato sommatorio di moti di personale beneficenza. Come se i servizi pubblici non dovessero essere garantiti da un gettito che la pubblica amministrazione raccoglie secondo criteri di capacità contributiva e redistribuisce con equità e trasparenza, ma fossero dono occasionale, omaggio, carità. Siamo in un paese fatto di ricchi che evadono le tasse, depauperando di risorse i servizi pubblici e di ministri sottosviluppati che individuano la causa della inefficienza della pubblica amministrazione nella punta del piede della macchina (i lavoratori).
Un presidente del consiglio che usa la sua funzione pubblica per abusare del servizio di informazione pubblica per esternare faccende private che possano tornagli utili per rafforzare la sua immagine pubblica, per sovrapporre mediaticamente diritto e beneficienza, pubblico e personale, ruolo e maschera, rivela tutto lo squallore e la infamia che lo costituisce culturalmente, politicamente e biologicamente.
Tutti gli altri suoi accoliti, più o meno visibili, sono parassiti della stessa razza.
rinuncia alla musica e poi ne riparliamo
questo post è dedicato a F. che faceva il bangigiampin in orizzontale
ESSE EMME ESSE
- buona pasqua.
- buon ferragosto anche a te.
- l'ultimo che fai?
- l'ultimo quale? di aprile? non so.
- l'ultimo dell'anno. io..
- ciao.
- ciao.
la più grande responsabilità dell'uomo è la forma della forma concava che accoglie il mondo visibile e invisibile
risparmia energia, non postare
è con la crisi idrica del 2012 che perfino gli sputi diventano oro
il tradimento di sé non esiste non esistendo alcun sé se non quello che ci vive addosso come un parassita che ha ucciso la bestia di cui ha preso da tempo il posto
il tradimento dell'altro si compie già nella scalcagnata recita del simulacro che lo sostituisce abilmente nel nostro teatrino interiore
rubate 36 virgole alle tre più importanti teorie scientifiche
in tutti i fuori c'è un dentro dove il davanti e il dietro del fuori del dentro sono esattamente sulla stessa linea
in tutti i dentri c'è un fuori senza porta per rientrare