si sta come i birchenstoc in terrazzo il 14 di agosto
dimenticare è necessario. anche ricordare.
che poi quando conosci dal vivo le segreterie telefoniche spesso ti deludono
- cazzo ridi.
- ah ah ah, disse il cazzo.
è che gli operatori sociali hanno questo inconsapevole bisogno di essere utili
quando mi guardo dallo specchio, mi chiedo chi è
"quando Fini dirà cose più di sinistra di quelle che si dicono a sinistra allora la fine del mondo sarà imminente"
anonimo, 4 aprile 1986
e la risposta tradì la domanda
Quando ero in servizio civile (quasi vent'anni fa), una sera suona il telefono. Uno di noi va a rispondere, poi torna e dice ad Enrico che Diego gli vuole parlare. Enrico alza la cornetta e senza aspettare saluta l'interlocutore con un potente e chiaro "Ciao troiaaa!!". Ma era uno scherzo, non c'era Diego al telefono. C'era Manuela, una volontaria.
RISPOSTA ESATTA
Una volta in un centro per malati psichici, a londra (ero andato a trovare una mia amica che faceva la volontaria), uno degli ospiti mi viene incontro per salutare e chiede: "Hi. Are you James Bond?". Rispondo: "No, I'm not.". Lui mi guarda, sorride e dandomi la mano, aggiunge: "Of course. I am James Bond".
- ho sete di dio.
- spinato fa schifo.
conto in una futura mediasettizzazione dei miei coglioni
pesa di più un attimo di salto che uno schiaffo morale
gli umani
se non sono persone sono merce
e se non sono merce sono rifiuti.
tra i falsi idoli la merda è un falso idolo tutto sommato onesto
quello che mi piace dei cattolici democratici è l'idea del bianco sia come sfondo che come oggetto
bisognerebbe essere davvero poveri brutti e cattivi per essere veramente veramente di sinistra ma poi ci schiferemmo tra di noi
dice io sono il tuo dio dico no sono io il tuo dio
dice ciao comprami dico no comprami tu
I The Saluto, suonavano andandosene.
la storia siamo noi, le orecchiette gli altri
c'è una noemiletizia nel profondo di ciascuno di noi
l'italia è un paese di fascisti travestiti da italiano medio
se dio esiste è piuttosto bestemmiato
che alla fine dimentichi che non ci sarà niente da ricordare
dico adesso basta dice finalmente
dice che discendiamo dalle scimmie dico che cita invece su tarzan ci saliva
dice che la rivoluzione si fa con gli urletti dico sì però non si dovrebbe dimenticare lo sguardo perso
dice che babbo natale è l'uomo ragno dico va bene ma poi non lamentarti
dice che riesce a vedere il contenuto dei dvd guardandoli dico anch'io se è per quello
dice che devo portargli rispetto dico che cammini con le sue gambe
dice bisogna prendere la vita per le corna gli dico staccati
le selle continuano ad avvalersi della facoltà di non rispondere
alla domenica si ascoltano le partite alla radio e si sogna l'amore in differita tra un inserto di repubblica e il caos delle targhe alterne alterne a cosa poi non so
io quando leggevo le labbra mi pareva che più di un paio di lettere non mi pareva di leggerci altro
divertirsi troppo alla fine annoia non è della stessa opinione il palo della luce che balbetta per tutta la notte e si spegne dopo una montagna di cazzate in morse verso le sei e mezza del mattino
fare poesia oggi giorno non è difficile è tenerla ferma che è impossibile oggi giorno
mi guarda e mi dice che le cimase non sono più quelle di una volta che anche le rondini se ne sono accorte ed evitano i nuovi cornicioni che perfino nel nome alludono ad una pesantezza sostanziale siamo alla frutta dice in fatto di squarci di cielo e io annuisco non posso fare altro dico di sì sì è vero anche io a volte mi sento piccolo aggiungo che le biciclette non hanno più i rumori di un tempo quando ti pareva che era un lattoniere impazzito e invece era la graziella sgonfia del bidello e poi abbiamo riso chissà perché si finisce col ridere in queste situazioni e poi ci siamo guardati e ci siamo accorti che avevamo sbagliato persona e per fortuna non ci eravamo baciati o giocato insieme una schedina vincente
alla quadriennale di Merenzano porterò questa situazione due seduti su una montagnola di libri ognuno sopra alla sua intendo che leggono e quando uno dei due finisce la pagina la strappa la appallottola e la lancia a colpire l'altro che smette di leggere alza lo sguardo verso l'altro che guarda avanti nel vuoto e quest'ultimo gli dice tu non sei normale e poi abbassa lo sguardo verso la nuova pagina e continua a leggere mentre l'altro continua a guardarlo e poi anch'egli riprende a leggere e quando finisce la pagina la strappa la appallottola e la lancia a colpire l'altro che smette di leggere alza lo sguardo verso l'altro che guarda avanti nel vuoto e quest'ultimo gli dice tu non sei normale e poi abbassa lo sguardo verso la nuova pagina e continua a leggere mentre l'altro continua a guardarlo e poi anch'egli riprende a leggere e quando finisce la pagina la strappa la appallottola e quindi la cosa continua finché del libro rimane la buccia che viene lanciata nello spazio circostante e avanti così fino a che i libri son finiti e i due si trovano col culo per terra in uno spazio pieno di bucce di libri strappati ognuno con le sue pallottole di pagine lette dei libri altrui e con il dubbio di essere o non essere normali o forse non è normale andare alla quadriennale di Merenzano a guardare questa mia opera che si intitola Bucce ed è dedicata a tutti coloro che i quali punto
il web è un nonluogo al cubo
che poi a dirla tutta anche l'improvvisazione è retorica
che poi uno si chiede ma non avevo altre domande?
che poi uno si chiede perché il barbiere appena ti siedi ti chiede se vuoi che ti lava i capelli con lo sciampo se poi te gli taglia quei capelli uno si chiede
che poi uno si chiede perché sveglia in inglese si dice alarm neanche alle sette di ogni mattino fossimo sotto i bombardamenti fossimo
io il cinque per mille lo do al fratto sette riporto due
evitare le sedie con incongruenze
non hai il senso del gargarismo
la vita
è una malattia che si combatte con la vita
è anche il cancro dell'eternità, l'ernia dell'assoluto
è una perdita, un riversamento continuo la cui falla cerchiamo di otturare con la finzione dell'immobile
è uno spazio che ci rinnega
è l'occasione inevitabile per fare elenchi di categorie e casi speciali o eccezioni, ed elenchi di elenchi
feisbuchiana
pensa che la strutturazione delle prassi relazionali veicolata dalle piattaforme di social networking sia costitutiva e non ampliativa rispetto alle modallità di relazione diretta, intendendo per costitutività delle prassi la limitazione e circoscrizione delle forme relazionali nelle modalità consentite dalle funzionalità della macchina in tal senso applicazioni come questa quella e quell'altra si configurano come ambiti osservabili di una arena sociale ridotta a circo delle pulci
non è il soggetto che definisce, crea, organizza il proprio spazio relazionale e le sue forme attraverso la continua geografizzazione e biografizzazione della relazione medesima, ma è il programmatore del software e il suo prodotto a farlo
a volte la vita è come un consigliere comunale leghista
una cosa divertente che non farò mai più: rileggere una cosa divertente che non farò mai più
che non si può parlare con i morti perché sentirebbero lo struggimento e vorrebbero tornarsene qua e sentirebbero la pena perché vorrebbero aiutarci. e allora non si può parlare con i morti. non si può. non si può
io se fossi un poeta, scriverei liste della spesa
Non sono gli italiani che hanno bisogno di silvio, è silvio che ha bisogno degli italiani (ed è questo che lo rende sempre più penoso).
il brutto dei giornali online è che non ti ci puoi pulire il culo
dice: Fatal error: Duplicate entry 'fdb22b9d858148d352ff7ea32e7c9d06' for key 1 query: INSERT INTO sessions (sid, uid, hostname, timestamp, session, data_expire) VALUES ('fdb22b9d858148d352ff7ea32e7c9d06', 0, '87.8.9.23', 1241620876, '', 0) in /splinder_local/app/includes/database.mysql.inc on line 12
.dico: ah ecco, mi pareva.
anche le teorie più complete vanno a capo al punto e si sospendono per un attimo al volta pagina
alle europee si candida la candida
quando accado, accado insieme al mio accadere
le stelle sono forchettate al nero telo del nulla
in quella metafora della vita che è la mano che cerca di trattenere la sabbia che scivola tra le dita non so se la vita sia la sabbia o la mano o tutte tre
le finestre sono disegnate grossolanamente. non il loro contenuto, che è dipinto con una cura direi ossessiva